Data: 21-10-2016

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Leptospirosi in cani e gatti

La circolazione in Italia e l’efficacia di metodi diagnostici e vaccini

Progetto di ricerca dell'IZS

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha realizzato un progetto di ricerca con l’obiettivo di aggiornare le conoscenze sulla diffusione della leptospirosi negli animali d’affezione in Italia  e valutare l’efficacia di vaccini e metodi diagnostici disponibili sia a livello di laboratorio che a livello ambulatoriale.

La leptospirosi è una zoonosi cosmopolita. La malattia infettica colpisce molte specie di mammiferi domestici e selvatici che possono svolgere il ruolo di serbatoio o ospite accidentale.

Oggi l’infezione è sporadica nell’uomo e diagnosticata principalmente negli animali da reddito e da compagnia. La riduzione dei casi umani ha progressivamente abbassato il livello di attenzione sulla malattia, diminuendo la diffusione dei mezzi per diagnosticarla e prevenirla. Rimane però un problema sanitario rilevante: non solo perché la stretta convivenza delle persone con gli animali da compagnia potrebbe comportare un rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo, ma soprattutto perché cani e gatti possono avere un ruolo di sentinella, ovvero evidenziare il rischio di esposizione ambientale per l’uomo.

I dati anamnestico-epidemiologici raccolti non hanno permesso di individuare specifici fattori di rischio. Questo significa che tutti i cani, che vivano in città o in campagna, che vadano a caccia o che trascorrano la vita in appartamento, devono essere considerati a rischio di infezione.

I dati sierologici sul cane suggeriscono l’utilità di vaccini che comprendano più valenze rispetto a quelli utilizzati nei decenni precedenti, tuttavia non è garantita una protezione completa. In particolare è stata evidenziata la circolazione del sierogruppo Pomona, che attualmente non è coperta da nessun vaccino in commercio.

Tutte le informazioni sul sito dell'IZS delle Venezie

 

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